PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE
Ma lo sai che…?
Un vino famoso
Già gli antichi Romani apprezzavano il vino proveniente dalle Cinque Terre, caratterizzato da un profumo e un gusto intenso.
Però era molto faticoso coltivare un territorio così ripido, fatto “a scale”, e spostarsi fino alle vigne più in alto era come salire a piedi sul tetto di un palazzo di 30-40 piani!
Per fortuna, al giorno d’oggi il lavoro si svolge grazie alle monorotaie a cremagliera: una sorta di trenini in verticale che permettono di raggiungere anche i terreni più in alto e trasportare agevolmente attrezzi e raccolti.
Il Santuario dei cetacei
L’aspetto della costa delle Cinque Terre è perfettamente rispecchiato anche sotto il livello del mare, dove il fondale scende rapidamente con pochi terrazzi sabbiosi e piccole frane di roccia.
Questa particolare conformazione favorisce la presenza di alghe, piante e animali tipici sia dei fondali bassi sia del mare aperto. Insieme a coloratissimi anemoni e gorgonie, se sarai fortunato potrai avvistare anche cetacei come delfini, stenelle e capodogli, che sono attirati sotto costa dal pesce azzurro.
La presenza di questi animali è il motivo per cui il mare del Parco è inserito nel Santuario dei cetacei, un’area marina internazionale che protegge un “triangolo blu” che si estende tra la Costa Azzurra, il Principato di Monaco, la costa Ligure, quella della Corsica, della Sardegna e della Toscana, in cui delfini e balenottere si riproducono.
Viva l’Italia!
Il corbezzolo è un albero che nasconde nei propri nomi tanti indizi sulle sue caratteristiche: il nome che gli danno gli studiosi, Arbutus unedo, indica che è bene mangiare solo uno (edo in latino significa “mangio”) dei suoi frutti, altrimenti si rischia di rimanere con la bocca impastata o di ubriacarsi leggermente come suggerisce un altro nome dialettale “mbriachelle”.
Molti lo chiamano anche “albero Italia” poiché in primavera esibisce fiori bianchi, frutti rossi e foglie verdi. Questo è un indizio molto importante, perché sono veramente poche le piante a portare contemporaneamente fiori e frutti!
Piante con l’impermeabile
Anche se ti sembrerà impossibile, il modo migliore per evitare che il sole faccia evaporare tutta l’acqua presente nelle foglie delle piante che crescono in zone calde è renderle… impermeabili!
Il problema, in questo caso, è evitare che l’acqua “esca” facilmente; quindi uno strato di cera sulla superficie della foglia otterrà lo stesso risultato di un impermeabile, ma al contrario: non farà fuoriuscire l’acqua.
Questa strategia è adottata da moltissime piante della macchia, un particolare tipo di vegetazione che si sviluppa sulle coste del mediterraneo. Se ti fermerai a osservare le foglie del leccio, del lentisco, dell’alterno o del corbezzolo, infatti, noterai che sono dure e lucide proprio perché coperte da uno strato di cera naturale.
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