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I Savoia
Chi fece costruire e chi dimorò nella Palazzina di Stupinigi?
Per rispondere a questa domanda, occorre fare un passo indietro nel tempo.
Quando ancora non esistevano i confini attuali fra le nazioni, l’Italia era divisa in numerosi piccoli Stati, ciascuno governato da un conte, da un duca o da un re. Torino e i suoi dintorni facevano parte dello Stato dei Savoia.
La famiglia dei Savoia, che prendeva il nome da una regione della Francia, dominava su un vasto territorio tra la Francia e l’Italia, in un’importante posizione strategica per il controllo delle strade.
Il conte Umberto, detto Biancamano dall’abitudine di portare sempre i guanti bianchi, è considerato il capostipite della famiglia. Egli visse intorno all’anno 1000.
Nel 1563, Emanuele Filiberto trasferì la capitale del suo Stato da Chambéry (in Francia) a Torino. La città, divenuta sede della corte, si abbellì con magnifici palazzi, strade eleganti e possenti fortificazioni.
All’inizio del 1700 Vittorio Amedeo II ottenne il titolo di Re di Sardegna. Egli regnò molto a lungo e, negli ultimi anni del suo regno (esattamente nel 1729), diede avvio alla costruzione della Palazzina di Stupinigi. I Savoia possedevano già numerose residenze nei dintorni di Torino, utilizzate per la caccia e per i soggiorni estivi. Con la costruzione di Stupinigi si venne a creare una vera e propria “cintura” di castelli e palazzi attorno a Torino, lungo le strade più importanti.
La costruzione di Stupinigi continuò per tutto il 1700, sotto i regni del figlio di Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele III, e del nipote, Vittorio Amedeo III.
Nel 1800 vi soggiornarono diversi re, tra cui, il più importante di tutti, Vittorio Emanuele II, il primo sovrano dell’Italia unita.
Nel 1919 la Palazzina con le cascine, i giardini e il parco divenne proprietà dello Stato e fu trasformata in museo. |