STUPINIGI


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Vittorio Amedeo II affidò il progetto di costruzione della Palazzina all’importante architetto di corte Filippo Juvarra, che fece in questo caso una delle sue opere più belle.
Naturalmente per dirigere i lavori, durati quasi cento anni, furono chiamati anche altri architetti. Per decorare gli interni e realizzare i mobili furono impiegati i più abili artisti e artigiani.
L’idea di Juvarra fu quella di iniziare con un edificio ovale, dove si trova il salone principale, e di suddividerlo in diversi appartamenti collegati da gallerie (grandi corridoi).
Ancora oggi chiamiamo i vari appartamenti con i loro nomi storici: l’Appartamento della Regina, l’Appartamento del Re...
L’edificio, da questa parte centrale, si “allunga” con altre gallerie, stanze, cortili... fino ad arrivare alle stalle per i cavalli.
Arrivando in carrozza da Torino, i re e i loro ospiti potevano ammirare fin da lontano tutto l’insieme, su uno sfondo magnifico di alte montagne (almeno nelle belle giornate!).