Isonomia

Storia del termine
Il tecnicismo politico isonomía compare per la prima volta in Erodoto (Storie, III 80) durante il dibattito costituzionale che, secondo lo storico, vide fronteggiarsi i tre aspiranti alla successione del re persiano Cambise: «il popolo al potere ha il nome più bello: isonomia» – dichiara in quella circostanza Otane, il sostenitore dell’opzione democratica. In tale accezione il termine – che si fa risalire al leader ateniese Clistene e alla sua riforma – diventerà una parola chiave della democrazia antica, designando l’uguaglianza legale e politica (da ísos, «uguale», e nómos, «legge» [sull'etimo del termine cfr. più sotto]) di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro origine e dalla loro posizione sociale.

L’aggettivo isónomos, tuttavia, ricorre già in un testo aristocratico della fine del VI secolo a.C., il cosiddetto «scolio dei tirannicidi» (Carmina convivalia, 10,4 e 13,4 [Page, Poetae Melici Graeci]), dove esso è attributo di Atene, finalmente resa «libera» dalla tirannide dei Pisistratidi. Ma l’attestazione forse più antica del concetto – se non ancora del termine – è in un altro brano di matrice aristocratica, il v. 678 della Silloge attribuita a Teognide: ivi la perifrasi ísos dasmós designa l’«equa spartizione» di beni e di privilegi fra gli esponenti del ceto nobiliare, la cui ideologia egualitaria costituisce il più autentico antefatto della concezione democratica.

Significato del termine
È probabile che il composto isonomía derivi il suo secondo elemento da némein, «spartire», piuttosto che da nómos, «legge». In questo senso l’isonomía costituisce l’omologo politico del più materiale isomoiría, sostantivo che compare già in Solone (fr. 34,10 West) con il valore di «equa spartizione (della terra)» e con riferimento alle rivendicazioni economiche dei ceti popolari. Si tratta dunque di un termine di ascendenza aristocratica, che racchiude i valori di «libertà», «equilibrio» e «parità reciproca», in opposizione alla monarchia e alla tirannide (in accezione metaforica lo impiega già, prima di Erodoto, il medico Alcmeone, che definisce «isonomia» lo stato di salute e di equilibrio psicofisico, chiamando «monarchia» la condizione patologica in cui un elemento prevale su tutti gli altri). Ancora in età classica il sostantivo può designare qualsiasi regime libero, cioè non monarchico, anche se retto da un’oligarchia (per esempio Tucidide, Storie III 62). Quando il termine sarà fatto proprio dalla propaganda democratica ateniese, esso subirà un notevole scarto semantico, divenendo sostanziale sinonimo di ‘democrazia’.

[Federico Condello]