Andocide

Vita Nato ad Atene intorno al 440 a.C., Andocide fu legato a quegli stessi ambienti oligarchici che promossero nel 415 a.C. i due maggiori scandali religiosi della storia di Atene: la mutilazione delle Erme (sto → "Erme, Mutilazione delle") e la profanazione dei misteri eleusini (sto → "Peloponneso, Guerra del"). Salvatosi da morte grazie a una delazione (additò, infatti, come colpevoli i membri dell'eteria di Eufileto), Andocide fu però costretto all'esilio. Dopo aver tentato un breve e sfortunato ritorno ad Atene nel 411 a.C. all'epoca dei Quattrocento (sto → "Quattrocento, Governo dei"), Andocide riuscì a ristabilirsi in patria soltanto al termine della Guerra del Peloponneso (403 a.C.). Alcuni anni più tardi (399 a.C.), Andocide dovette difendersi dalle accuse di un certo Cefisio che gli imputò di aver partecipato alle cerimonie religiose ateniesi, nonostante sussistessero ancora fondati sospetti per ritenerlo colpevole dei crimini religiosi del 415 a.C. Andocide rispose a quell'accusa con un'appassionata difesa che costituisce il suo capolavoro (Per i misteri). Politicamente impegnato nella Guerra di Corinto (sto → "Corinto, Guerra di"), intorno al 392/1 Andocide tentò senza successo di promuovere la fine delle ostilità in corso. I suoi avversari riuscirono, allora, a costringerlo a un nuovo esilio, da cui non sappiamo se fece mai ritorno.

Opere Oltre all'orazione Per i misteri (399 a.C.) di cui si è detto, restano di Andocide l'orazione Sul ritorno (407 a.C.), in cui perorava la fine del suo primo esilio; e quella Sulla pace (392/1), in cui l'oratore difende la linea politica da lui seguita nella Guerra di Corinto. È incerto se debba essere attribuita ad Andocide la paternità di un'orazione Contro Alcibiade.

Caratteristiche generali delle opere Andocide non è un oratore professionista, come lo sarebbero poi stati, p.es., Lisia e Isocrate. Per questo la sua oratoria appare come il prodotto di un gentiluomo ateniese coinvolto nelle principali vicende della storia ateniese tra V e IV sec. a.C.

Lingua e stile La lingua di Andocide è un attico alquanto corretto nella forma, ma caratterizzato sovente da arcaismi che hanno lo scopo di elevare il livello della lingua parlata.

Vedi versioni 232-241, alle pp. 282-288 di Saphéneia.

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